La vita non dovrebbe mai essere capita. Quel che andrebbe compreso sono i meccanismi, le mille sfaccettature di un diamante che davanti alla anche sola futilita' di certi eventi non vale nulla. E chi la vuole custodire con immensa e morbosa cura non trova mai una cassaforte abbastanza capiente e sicura per mettercela.
Inutile tentare di spiegarti quello che provo, perche' se solo lo sapessi potrei finalmente smettere di squoiarmi l'anima.
La benzina e' quasi finita, lui accosta al primo benzinaio che trova per rifornirsi. Mette i soldi nella bocca meccanica del rifornitore e li guarda sparire come la lingua di un rettile.
Troppi draghi della tecnologia qua intorno, tutti pieni del carburante che mi serve (a che prezzi pero'!) per poi non saper mai dove andare.
Eddaje a Fu'... forza sul quel pedale schiacciato a tavoletta! Sfreccia per le vie di asfalti lisci, ruvidi, drenanti, pieni di buche o tratti di sampietrini. Sciarpe e fiori su pali e alberi, per sempre con noi, addio, sempre nei nostri cuori, Madonne incastonate nei muri, altri fiori, le lastre del pianto in via del Portonaccio, grazie di tutto oh mio Signore. Grazie e Grazie ancora.
Roma.
Non ti piace. Non la capisci. Non ci puoi proprio vivere.
Pericolosa agli occhi di chi viene da fuori, ma qui nessuno te lo dice...
- Che? Pericolosa? Roma? Maddeche' Roma e' tranquilla alla fine aoh!
Alla fine. Inutile tentare di spiegare alla fine.
I locali fanno cacare. Mediamente ti servono alcolici come se il dottore ti avesse detto che non devi fare queste cose. Infermiera! Una Moskovskaya per l'amor dei Santi! Quella non me la puoi annacquare no? Eh no bella, non puoi! Ti guardo mentre prendi la bottiglia, la apri e ne versi il contenuto nel bicchierino, gli altri ti guardano le tette. Fine. Odia me, sorridi a loro che ti guardano quelle dannate tette... fai come ti pare, ma falla finita subito dopo... infermiera... perche' non ti sopporto piu'!
E i palazzi alti e grigi, con ancora poche luci accese mi rendono pensieroso. Ma non so esattamente cosa pensarne di tutto cio'. Inutile tentare di pensare.
Inizi la meta' delle tue frasi con "la verita' e' che...", ma la verita' che meta' delle tue frasi iniziano cosi'; e a segui' dici 'n sacco de cazzate.
Non iniziare a parlare. Non con me. Ti prego.
Riguardo a te invece, mia cara, ogni giorno invento un nome per dirti di continuo come mi chiamo. E tu? Quando mi rivedi, ti giri e mi sorridi. Cos'e' che veramente allora ti fa ricordare di me?
Le lunghe passeggiate nei sentieri dei nidi di ragno, i fiori del nostro male, il mio cuore di cane, l'anno 1984 (ti e' successo qualcosa quell'anno? A me niente!), la fata con la carabina che spara dall'ombra delle fiabe che ci raccontavano da piccoli, il maestro della tua amica Margherita, il processo che hai subito dalla vita, i centonovantanove gradini saliti insieme nel sogno di una notte di mezza estate? Cosa esattamente? C-o-s-a? Dimmelo... per cortesia!
Comunque sia te la dico io una cosa. Qui, dove molti sembrano impegnati a convincermi di chi sono: io voglio ricordare per conto mio chi sono. Perche' non sono quello che quei molti dicono. Fai altrettanto, mia cara, da oggi in poi. Da questo momento in poi anzi, subito prima che mi inventi un altro nome per dirti come mi chiamo, cosi' ti puoi ricordare ancora di me (nel caso fosse questa mia fantasia cio' che di me ti resta impresso, s'intende...).
In tutte queste notti che contiamo soli al buio, con in mano i resti di quel che ci sono costati i sogni comprati al negozio di Lucifero, e quella voglia di trovare l'oro rovistando nella merda di tutta quella infinita lista di grandissimi figli di cani storpi e infami che hanno consumato il loro lauto pasto sulle spalle di chi affetta il proprio pane con la miseria: ricordati chi sei davvero.
Non tentare di spiegare tutto questo agli altri, come sto facendo io con questo piccolo racconto, poco significante rispetto a quelle che sono le parole di chi, alla fine, per noi decide forte del proprio libero arbitrio. Questa pagina, ricca di attimi e passioni consumate, scritta senza premeditazione alcuna, e' solo un'altro (l'ennesimo) dei miei tentativi inutili di...
- pausa sigaretta -
Scrivere.
categoria:strane cose, racconti dalloltretomba, psicoviolenza e terapia del male
